Gli anziani soli e il rischio della depressione

La non emarginazione degli anziani passa da noi

Quello che serve è aiutarli a trovare una nuova interpretazione del tempo. Segui i nostri consigli! 

 

Loro lo considerano il ciclo naturale della vita, passare le giornate senza capirne veramente il senso, veder scorrere il tempo senza chiedersi più “cosa posso fare oggi per sentirmi vivo”. Troppi anziani vivono in completa solitudine e questa condizione genera sofferenza e depressione. 

Nel tempo l’aspettativa di vita si è continuamente allungata, nell’epoca attuale una persona si può definire “anziana” quando supera i 75 anni; ma senza legarsi a confini numerici, ciò che sancisce davvero lo status sociale tra l’essere e il non essere anziano non è qualcosa di quantificabile piuttosto dipende dal sentire, dal “mood” che si vive in un determinato periodo di vita: c’è un punto fino al quale si sente il tempo che passa e si cerca di goderselo, poi lo si sente finire. 

Il rischio più grande è la malattia della mente prima di quella del corpo: affrontare la solitudine in età anziana può comportare l’assenza di stimoli, desideri e aspettative, per lasciarsi cadere inesorabili verso una condizione depressiva, in cui la mente si annulla e lo sguardo è sempre più perso verso un infinito vuoto, che va ad incidere non solo su se stessi ma nella vita di tutta la famiglia. 

 

La solitudine degli anziani autosufficienti: la condizione della vecchiaia è più sociale che fisica 

Perdita del ruolo sociale, emarginazione, solitudine, sono questi i fattori che gravano sulla vita degli anziani ancora autosufficienti come e più di una malattia. In Inghilterra per affrontare questa emergenza è stato addirittura istituito il Ministero della solitudine. 

Se consideriamo i dati Istat scopriamo che il 30% degli anziani che vivono da soli soffrono di negazione degli stimoli e della mancanza del coinvolgimento sociale. Quello che possiamo fare come società è riuscire ad interpretare lo scorrere del tempo secondo un approccio positivo, quello della longevità. L’epidemiologo Franco Berrino, affronta la solitudine degli anziani con un approccio dettato dalla responsabilità individuale nel determinare il proprio stato di salute. Ha considerato che attualmente il 90% degli over75 prende almeno un farmaco per sopravvivere; ma in un’epoca in cui sostanziali miglioramenti nell’alimentazione, nella cura del corpo, nel lavoro, si sono introdotti, è doveroso per ognuno di noi condurre uno stile di vita sano che consenta di ottimizzare le nostre risorse psico-fisiche e consentire all’ecosistema che ci circonda: familiare, amicale e territoriale, di godere della miglior espressione di noi fino alla fine, professando di arrivare a morire addirittura senza malattie e rendendo i farmaci solo dei conoscenti e non i più vicini compagni di “avventure” per gli anziani.  

 

Come aiutare gli anziani soli 

Al di là delle soluzioni istituzionali o di approcci mentali,  ecco una serie di consigli e iniziative da promuovere su come aiutare un anziano depresso, rompere l’isolamento della quotidianità e rendere la vita ancora “vissuta”. 

I “buoni propositi” dei Caregiver: 

  • guardati attorno, fai visita al vicino di casa anziano, aiutalo se ha bisogno di cambiare la lampadina o andare a far la spesa, spiegagli come funzionano le videochiamate su whatsapp. Piccoli gesti di vicinanza possono rompere l’isolamento della quotidianità e rendere la vita migliore e più sicura.
  • impara ad ascoltare. Vicino a te ci sono tanti anziani che hanno vissuto una vita degna dei migliori best-seller, se hai pazienza e spirito di narrazione cimentati nella scrittura e diventa l’autore di storie di vita degli anziani. Riattivare i legami, valorizzare e tramandare la memoria storica del luogo è un buon modo per creare ponti tra le generazioni e trarre spunto per vivere meglio, se ne parla in questa bella iniziativa: https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/ravenna-cercasi-volontari-anziani-soli/
  • promuovi le attività ricreative, regala dei corsi per svolgere attività sportive o altri passatempi per anziani soli: pittura, disegno, gite di gruppo con la parrocchia o con qualche amico, iscrivi il tuo familiare anziano a circoli ricreativi, associazioni o Università della terza età. Non fagli mai sentire che per lui il tempo di è fermato, fagli capire che è solo cambiato il ritmo. 
  • portalo fuori e regalagli ore in compagnia per svolgere attività quotidiane, per accompagnarlo in giro, dal dottore o al supermercato. Richiedi un preventivo.

 

I “TO DO” degli over75

Per gli anziani soli, senza figli o senza compagni di vita, quello che conta è reinventarsi, interpretare il tempo seguendo  il motto “sono vivo quindi posso vivere” e riuscire ad affrontare il cambiamento sentendosi sempre un membro attivo per la società. Ecco semplici pratiche da attuare: 

  • esci, non impigrirti. Stare fermo non ti aiuterà, servirà solo a far passare il tempo in maniera più lenta e peggiore di come potresti. investi le tue giornate all’aria aperta, in compagnia degli amici di sempre o aiutando gli altri presso le associazioni
  • rimettiti a studiare all’Università della Terza Età, ti farai tanti amici e terrai la mente attiva e pronta ad imparare 
  • usa il telefono, non aspettare che siano gli altri a chiamarti e organizza appuntamenti: invita gli amici per vedere un film a casa tua, mangiare insieme o fare una partita a scacchi
  • fai amicizia con i tuoi vicini di casa, con le persone del tuo quartiere
  • impara ad utilizzare le nuove tecnologie, il computer e i nuovi telefoni cellulari. Non sentirti troppo vecchio per imparare un nuovo modo di comunicare …le videochiamate scaldano il cuore! 
  • segui realtà pensate per migliorare la vita dell’anziano come noi di UGO,  i progetti Senior coach, Villagecare (che qui ci racconta come combattere la solitudine degli anziani) e Secondo Welfare.
  • prendi in considerazione di “mettere in casa” un inquilino o ospite pagante. Sarà uno scambio reciproco di esperienze. 
  • considera che anche i nostri operatori UGO possono diventare dei compagni di vita per varie attività in cui senti necessario un supporto. Il nostro operatore può svolgere un servizio di trasporto anziani per visite mediche o esserti utile per altre occasioni una tantum, accompagnarti nelle tue attività quotidiane, come fare la spesa nel quartiere, andare dal barbiere o a trovare i parenti. Considera UGO l’amico fidato capace di ascoltarti.