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Sentirsi liberi nonostante le fragilità.

Quali sono le difficoltà per una persona che non è autosufficiente?

Fare la spesa, andare a fare le visite, seguire le proprie terapie oppure semplicemente raggiungere i propri cari nel luogo di villeggiatura o decidere di incontrare gli amici per una partita a carte.

Molto spesso sono attività date per scontate per una persona che non vive la fragilità ma per coloro che temporaneamente o costantemente sono private della loro libertà di muoversi, spostarsi e decidere dove andare, una situazione del genere rappresenta una sfida quotidiana, in cui spesso ci si sente “immobili” ed anche condizionati non solo da se stessi ma dalla libertà degli altri, familiari, amici, badanti del caso che devono trovare tempo da dedicare.

La mancanza di autonomia è una caratteristica che accomuna una popolazione molto ampia, composta in Italia da circa 2,5 milioni di anziani over 65 non autosufficienti (ISTAT, 2014), un numero che va ad aumentare se si considerano anche: malati (cronici e non), disabili e una popolazione variabile di persone temporaneamente ridotte nella loro capacità di muoversi (ad es. persone in riabilitazione o che affrontano percorsi post-operatori ecc.).

Mantenere l’autonomia e salvaguardare la tua dignità

Basta poco per permettere ad una persona non autosufficiente di mantenere equilibrio e benessere sentendosi autonomo. Oggi l’autonomia riguarda non solo bisogni prioritari legati alla salute e alla sussistenza ma si amplia anche verso quelle attività secondarie legate all’opportunità di socializzare e mantenere vivi rapporti con amici e conoscenti: fare una passeggiata, incontrarsi al parco, fare una breve gita. Aspetti che permettono a ciascuno di noi di sentirsi parte attiva di una comunità, di essere ancora attivi e capaci di apportare quell’unicità tipica di ogni persona.

Oggi la qualità della vita è aumentata ed è diventato un obiettivo quello di vivere al meglio delle proprie possibilità, il sentirsi liberi da condizionamenti e considerare possibile il dotarsi di ausili che permettano di mantenere un buon livello di libertà, che tuteli la dignità umana e renda ciascuno responsabile delle proprie scelte.

L’essere autonomi porta a considerare in maniera costruttiva i rapporti con i propri cari e a condividere con loro tempo di qualità, esprimendo il meglio di sé e rimuovendo i fattori che generano frustrazione sia per chi non è autonomo, e spesso non osa chiedere ai familiari oltre il necessario, sia per il caregiver, a volte in difficoltà ad incanalare tutti gli impegni e a mantenere un buon livello di “life balance”.

La tecnologia supporta e non sostituisce la persona

Attualmente sono molte le realtà che si occupano di agevolare la condizione di persone non autosufficienti, cercando di dotarle di strutture e servizi che possano renderli liberi e autoregolabili nel loro quotidiano. Gli sviluppi tecnologici hanno visto crescere piattaforme digitali, applicazioni, network di servizi, persino robot che permettono di rispondere in tempi brevi alle necessità di pazienti e caregiver, senza sostituirsi a loro in empatia e sensibilità ma agevolando la ricerca di soluzioni e il benessere di ciascuno.

In questi tempi frenetici riuscire a mantenere la persona al centro, riuscire a soddisfare i desideri di ognuno e non solo rispondere alle esigenze della vita sono elementi da tutelare quindi ben venga lo sviluppo di progetti, servizi e realtà che portino ad una maggior libertà di scelta chiunque, in qualsiasi condizione fisica e morale si trovi.

Poiché “Il sole esiste per tutti”.