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Christmas Blues, perchè anche a Natale si può essere tristi

Basta così poco per “vivere tutti felici e contenti” e in questi giorni di festa anzichè pensare a quello che non va o non hai, allenati a fare.

Vivere il Natale significa entrare per una volta all’anno in quel inebriante “C’era una volta”, la favola attesa anche dal più cinico, che culmina poi in quel “vissero tutti felici e contenti” che lascia speranza e positività e che ti fa attraversare quel mood da carosello, tutto abbracci, ritrovi e allegria. Ma molte spesso è quello che si trova nel mezzo che fa la storia e che sancisce eroi e vinti, che accresce il pathos o l’ironia, il cinismo e la tristezza. Le festività hanno il potere di alimentare l’emotività personale, nel bene e nel male e la capacità di metterci di fronte a ciò che ci rende vulnerabili: le aspettative, la consapevolezza della solitudine e la spasmodica ricerca della felicità. 

Regalo di Natale

Da alcuni anni si parla a tal proposito di “Christmas Blues”, come la definiscono gli esperti o “tristezza da Natale”, una sensazione di malinconia mista ad ansia che accompagna i giorni di festa e può rendere più tristi e apatici del solito poichè ci si ritrova ad uscire dai recinti costruiti da una certa routine e tuffarsi verso l’ignoto o verso un noto che non si vuole affrontare (es. la zia impertinente o la consapevolezza di non avere legami solidi). In situazioni normali questo mood colpisce gli adulti tra i 30 e i 50 anni, che si trovano a confrontarsi con traguardi non raggiunti, aspettative disattese o a riflessioni più profonde sulla propria vita.

Ma quando si tratta di persone malate, fragili o scarsamente autonome le feste rappresentano un nuovo iceberg da sciogliere, una maggior fatica nella gestione quotidiana, accompagnata da sentimenti contrastanti dati da isolamento o incapacità di godere appieno dell’amore della famiglia. Per loro uscire dalla routine vuol dire non avere certezze, non sapere come organizzarsi per vivere non solo il periodo natalizio ma anche le mansioni giornaliere, non potersi curare o non riuscire a farlo, sentirsi incapaci e sentire ancor più gravemente le loro limitazioni e la loro diversità rispetto alla “normalità” di status.

L’aspetto tranquillizzante è che questo stato psicologico di disagio non è da considerarsi né patologico né preoccupante: è una situazione di malessere destinata a dissolversi poco dopo il 6 gennaio, quando si ritorna alla normalità, anche se non per tutti con le stesse modalità!

Nipotini e nonno vestito da Babbo Natale
Un accompagnatore affianca una signora a Natale

Soluzione pratica per azzerare gli effetti del Christmas blues: allena l’empatia.

In questo periodo ci sensibilizziamo di più verso l’esterno, proprio perchè si ricerca l’emozione, l’affettività, il gesto speciale. Così quando vi capita di girare per le strade della vostra città e incontrare di certo lo sguardo di una persona anziana, fragile o malata, pensate a tutta la storia che si porta addosso, a quanto i suoi occhi sono lucidi per la felicità di rivedere parenti e amici lontani o per la mancanza di quel calore umano che, soprattutto a Natale, li rende ancor più vulnerabili, immersi in un vortice di solitudine e tristezza, di ricordi e rimpianti.

Regaliamoci un momento per allenare la nostra empatia, e anche se siamo noi nel mood “blues” alziamo le antenne: per tanta gente si può essere l’elemento sorpresa, l’eroe della storia o il regalo inatteso. Uscire di casa e dedicarsi al prossimo è un buon modo per ribilanciare dei buoni propositi andati mali o evitare di affrontare parenti scomodi, dedicandosi a usare l’ironia e il sorriso per persone che davvero ne hanno bisogno.  

UGO, sempre vicino a coloro che vivono situazioni di fragilità, colma i momenti bui delle feste con il calore dell’ascolto e la praticità di risolvere problemi quotidiani offrendo come idee regalo dei pacchetti alla portata di tutte le tasche.

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