Giornata mondiale della gentilezza 2019: ecco come UGO celebra la gentilezza, la vera medicina per anziani e disabili.

La gentilezza nei servizi di accompagnamento sta principalmente nel mettersi nei panni degli altri, ascoltarli e farli sentire accolti soprattutto nella difficoltà.

Oggi, 13 novembre, la giornata mondiale della gentilezza ci permette di celebrare un  nuovo approccio alla vita. Al saper ascoltare ed entrare in empatia con le persone che ci troviamo di fronte. Alcuni dicono che la gentilezza generi gentilezza e nel nostro mondo, quello legato all’accompagnamento di persone fragili, è la chiave per diventare dei compagni di viaggio durante le ore che dedichiamo ai nostri utenti. 

 

Giornata della gentilezza: significato di una qualità da riscoprire

Quello che facciamo è entrare in sintonia sia con i caregiver che con le persone da accompagnare, cercando di capire le situazioni che vivono e offrendo reale conforto, anche d’avanti a coloro che potrebbero essere timidi oppure ostili verso situazioni nuove. Cerchiamo di smussare le diffidenze, i modi bruschi o arroganti. Porgiamo il braccio quando si fanno le scale, aiutiamo nel salire in macchina, portiamo le buste della spesa o beviamo un caffè insieme senza che la morsa del tempo faccia da padrone, sono piccole cose che fanno sentire una persona accolta, libera di vivere le proprie difficoltà senza sentirsi solo o in colpa. 

Parlare di gentilezza significa anche dare il diritto alla persona anziana di invecchiare senza perdere autonomia, non sentirsi di troppo per la sua lentezza o per non essere al passo coi tempi. Concedergli di dilungarsi e rassicurarla, nonostante ripeta le cose più volte. Si tratta di entrare in punta di piedi nella sua quotidianità, con le sue perplessità sul tempo e sulla vita, con difficoltà oggettive di salute o meno esplicite di disagio psicologico. 

Il giorno della chemioterapia trovare un UGO fuori casa totalmente dedicato a sé, è un gesto concreto che genera uno stato-psicofisico di benessere e fa sentire un malato protetto. I nostri operatori trasmettono forza per affrontare la fatica della terapia, dando più fiducia ad una possibile guarigione. 

 

Ma cos’è la gentilezza e come si può tradurre ai giorni nostri? 

Per esempio quando si scombinano i piani di una famiglia perché nello stesso giorno c’è la recita scolastica della figlia, la partita di calcio del figlio ma il papà si sente in colpa a lasciare la mamma sola a una visita, cosa può rapp

Farfalla, simbolo di gentilezza

resentare un simbolo di gentilezza? In questa situazione forse dovremmo affidarci anche alla capacità che la società ha di aiutare il prossimo e lasciarsi guidare da servizi come UGO, che prendono il posto di un familiare e per quel lasso di tempo si dedicano totalmente alla cura del malato/disabile o dell’anziano e si preoccupano di colmare le fragilità semplicemente stando in ascolto, in maniera gentile e riservata e rendendolo autonomo nello svolgere attività quotidiane o impreviste. 

La gentilezza è rivoluzionaria.

E nella sua giornata mondiale è tempo di scegliere se far vincere ancora la vecchia filosofia dove per essere leader bisogna prevalere oppure passare dalla parte di chi crede che mettere in condizione l’altro di esprimersi sia il segreto per comprendere le esigenze della comunità e permettersi di affidarsi a persone che fanno dell’accompagnamento una professione, e della gentilezza una modalità di lavoro. 

UGO mette a disposizione un team di operatori gentili, discreti e preparati per assistere le persone fragili e i loro caregiver e regalare loro la libertà di essere ciò che possono essere “senza se e senza ma”. Scopri i pacchetti dedicati alle famiglie e forse potranno diventare un regalo da dedicare a chi ami. Ti accorgerai che il regalo più bello sono esperienze, ore insieme e di attenzione. 

“Quanta strada farai nella vita dipende dal tuo essere tenero con i giovani, misericordioso con gli anziani, comprensivo con chi lotta e tollerante con i deboli e i forti, perché in qualche momento della tua vita tu sei stato tutte queste persone.” George Washington (1732 – 1799)