Scenari futuri e progettualità: affrontiamo la fragilità e le difficoltà dei cargivers

Ti senti sulla strada giusta quando capisci che ciò che fai mette al centro la persona. Grazie a Innov-Aging per averci permesso di esprimere quanta attenzione e cura dedichiamo a persone con fragilità e ai loro caregiver. Abbiamo ascoltato personalità attente alle tematiche della #SilverAge e raccolto spunti e riflessioni per crescere e migliorare insieme ai nostri UGO e generare sempre più benessere ed equilibrio nella vita dei nostri utenti.

La persona al centro

In questo susseguirsi di dibattiti e riflessioni il punto chiave nella cura di anziani, persone con patologie o con ridotta autonomia, rimane la persona a cui tutti riconosciamo un ruolo insostituibile ed ineliminabile. La tecnologia è un supporto fondamentale che abilita all’efficacia e all’efficienza ma non è importante quello che può arrivare a fare quanto quello che noi possiamo fare grazie ad essa. Nessuna tecnologia potrà eguagliare la sensibilità umana, l’empatia e la comprensione che figure professionali assistenziali, medici e caregiver sono in grado di trasmettere a persone che vivono momenti di fragilità.

Siamo immersi in un contesto che vede imminente l’esplosione della così detta “bolla” dei baby-boomers, prossimi anziani che accanto a una speranza di vita molto elevata avranno crescenti bisogni ed esigenze, in un panorama però di individualismo e delocalizzazione delle persone e delle professioni. Risulta essenziale prepararsi alla gestione di tutto questo creando ponti fra il pubblico e il privato, fra lo Stato e le Regioni, fra innovazione tecnologica, ricerca scientifica e nuove soluzioni assistenziali, per creare una rete di risposte a 360°. I servizi devono lavorare in armonia secondo un modello unico.

Oggi la sensazione è che manchi una cabina di regia a livello locale, nazionale e internazionale, che permetta ai tanti progetti predisposti di essere non solo sperimentati ma poi messi a terra secondo una chiara strategia e concreto beneficio per il target.

Dalla visione Europea all’azione dell’Italia

L’Unione Europea in questo contesto si muove secondo una visione prospettica ampia (ne sono esempio le tante iniziative come AAL Programme 2018 ) che non si limita alla sola emergenza sanitaria e assistenziale riabilitativa ma si muove su 3 macro aree comunicanti tra loro:

  • Salute
  • Innovazione 
  • Tecnologia 

Ma non è tanto nella progettazione e sperimentazione quanto nell’attuazione che i singoli stati si immobilizzano. Le risorse dedicate restano fluttuanti in un limbo generato dallo scarso coinvolgimento e impegno di attori pubblici e privati che faticano a vedere una prospettiva strategica futura.

A questo, in ambito salute, si sommano le difficoltà a trovare un momento di sintesi fra ciò che è “sanitario” e ciò che è “socio-assistenziale”, in un contesto storico-culturale che divide i due ambiti secondo un confine ben tracciato (ancora più profondo dopo il decreto del 2001 che affida a due istituzioni differenti sanità e sociale); non da ultimo in Italia sono le Regioni a determinare le attività da svolgere e i progetti da finanziare, esaltando il ruolo locale e non una finalità di coesione. [Scenario fornito da Giovanni Leonardi -Director Research Department at Italian Minister of Health].

Nel nostro paese cresce la necessità di investire e nonostante cresca la consapevolezza sul “dove” farlo, siamo in attesa di una giusta declinazione per gli investimenti in prodotti e servizi a favore dell’invecchiamento attivo. A febbraio 2018 la delibera del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha stanziato nel settore scienze e vita 200 milioni di Euro da suddividere nelle varie regioni secondo 5 aree di cui “Aging” e politiche per la salute hanno ruolo centrale.

Come agire per migliorare lo scenario salute-assistenza?

Il metabolismo nazionale e internazionale di questi anni ha portato a uno scenario che può essere facilmente sintetizzato nei diversi aspetti da analizzare e poi implementare per garantire progresso e unione nella cura delle fragilità:

  • Valutazione complessiva e unitaria multidimensionale volta a un passaggio molto difficile che prevede di portare le evidenze scientifiche ad un’interpretazione operativa concreta e unica.
  • Prevenzione. Le difficoltà sono tanto più gravi quanto meno si investe in prevenzione. È necessario ampliare il numero di figure formate per supportare pazienti e anziani. In prima linea ci sono i Caregivers.
  • Innovazione: deve essere implementata nel quotidiano. Nel sistema sociale e sanitario la quotidianità spesso fagocita l’introduzione di nuovi parametri e livelli di innovazione che porterebbero a una gestione più semplice e più efficiente.

La nostra prospettiva

Premesso che in Italia non ci sarà mai un modello unico né inter uguale fra Regioni con territori tanto differenti, la priorità dovrebbe essere la definizione di un modello di presa in carico dell’anziano (spesso anche paziente cronico) attraverso due strumenti fondamentali:

  1. Nuove soluzioni assistenziali
  2. Nuove figure professionali

Entrambe supportate da tool tecnologici e strumenti di monitoraggio e misurazione innovativi.

Ed è esattamente qui che ci posizioniamo noi con UGO.

La nostra nuova soluzione assistenziale

Abbiamo pensato alle case di riposo che vivono un periodo di sovraffollamento e vedono spesso ricoveri impropri e ripetuti poiché unica soluzione a portata di mano delle famiglie, con ricadute pesanti sulla psicologia degli anziani coinvolti. Abbiamo pensato al pronto soccorso intasato da casi non pertinenti e ai conseguenti sprechi di risorse. Abbiamo pensato a quante ambulanze e vetture attrezzate vengono utilizzate per il trasporto di persone senza una reale urgenza ma semplicemente perché unica soluzione per essere accompagnati con delicatezza in ospedale, causando dispersione di risorse sia per gli enti erogatori che per gli utenti paganti. Abbiamo pensato a quante famiglie optano per l’inserimento – invasivo e difficile – di una badante fissa anche quando è una soluzione sovradimensionata rispetto all’esigenza ma del resto è l’unico modo per assicurare al proprio caro compagnia e supporto e riuscire a gestire tutti gli impegni.

Pensando a tutti questi fattori ci siamo prefissati l’obiettivo di creare una nuova soluzione “su misura” per una nuova utenza anziana ma assolutamente attiva, fragile ma vitale, da tutelare nella sicurezza ma anche nel mantenimento dell’autonomia e della dignità per sé e per la propria famiglia. Vivere più a lungo se significa vivere nella sola limitazione e nella rinuncia, che senso ha? È così difficile mettere insieme uno strumento che abiliti a fare quello che si desidera senza sentirsi totalmente dipendenti dalla famiglia o soggiogati a strutture e badanti?

Per noi è estremamente interessante mettere il nostro impegno nello sperimentare soluzioni che favoriscano il continuare a vivere la propria routine, nei propri ambienti, grazie al supporto di un servizio apparentemente semplicissimo, quasi “banale”, ma che racchiude in sé una soluzione alla mobilità, alla compagnia e supporto psicologico, riuscendo a mediare con la famiglia e supportandola, creando un circolo virtuoso di: ottimizzazione di flussi e attività socio-sanitarie, della comunicazione medico-paziente-caregiver, mantenimento della sfera sociale, preservazione della dignità e della soddisfazione personale.

4 criteri fondamentali

Il tutto incorniciato da criteri come:

  • Semplicità d’accesso: puoi richiedere UGO con l’app, sul sio o al telefono.
  • Efficienza: UGO è 24/7. Tutti gli UGO sono selezionati, formati ed esperti.
  • Sicurezza e trasparenza: assicurazione, tracciamento in ogni fase, feedback post servizio.
  • Impatto sociale: UGO è un lavoro ma anche creazione di valore sociale. Ogni giorno crea un incrocio generazionale prezioso e stimolante per ambo le parti.

Nasce una nuova figura di riferimento: UGO

Ci piace pensare che con la nostra attività quotidiana abbiamo iniziato a plasmare una nuova figura che altro non è se non UGO. È professionale e familiare allo stesso tempo, con competenze semplici ma anche professionali quando necessarie; ti abilita a raggiungere i posti che vuoi rispettando i tuoi ritmi; ad essere in compagnia ma solo quando lo desideri, senza vincoli; a passare con la tua famiglia più tempo di qualità perché quello più pesante, più stressante, puoi passarlo con UGO. UGO si inserisce fra la famiglia e gli altri interlocutori del quotidiano mantenendo la giusta distanza e la giusta discrezione. È un aiuto su richiesta e su misura; UGO è scambio, dialogo e confronto stimolante.