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“La seconda fase della vita è un’opportunità!” Parola di Innov-Aging.

E’ iniziata oggi la 1ª ed. di Innov-Aging, manifestazione dedicata alla #SilverAge dove noi di UGO siamo stati invitati per raccontare il nostro percorso e il progetto di accompagnamento che ci ha portato negli ultimi mesi a prendere per mano e conoscere tante persone anziane, fragili, i loro familiari o – come si dice – “caregiver”, eroi quotidiani che si prendono cura dei propri cari dovendo conciliare la propria vita con i bisogni materiali ed emotivi altrui.

Insieme a noi sono presenti all’evento altre 30 realtà innovative che hanno scommesso sul mettere a disposizione il proprio lavoro di ogni giorno per dare valore alla quotidianità di ogni individuo. Anche loro come noi vedono nell’innovazione un’opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone fragili e in fondo di tutti, dacché sul nostro percorso abbiamo scoperto che la fragilità non è una condizione di una cerchia ristretta di persone ma è un concetto dinamico e variabile, e la percezione di fragilità ci accomuna tutti, a prescindere dall’età e dallo stato di salute.

I numeri della Silver Age

La sfida nostra e dei nostri stakeholder in questi giorni sarà quella di condividere idee, informazioni e best practice che ci consentano di integrare l’offerta a favore di una fascia consistente della popolazione del nostro Paese, destinata a crescere e a impattare molto concretamente sulle condizioni di vita anche di giovani e adulti.

Tra i più interessanti scenari emersi durante la conferenza di apertura Carlo Cottarelli ha fatto emergere i numeri dell’incertezza del sistema sanitario italiano, con una spesa che dal 1,9% del PIL nel 2015 è destinata a salire al 3,2% nel 2060 e con un SSN che copre appena il 65% delle spese della long term care, allineandosi almeno su questo aspetto alla vicina Germania. Cottarelli ha l’assoluta necessità di un’offerta di prodotti e servizi che soddisfino standard sempre più elevati, andando ad aprire il dibattito verso la cura delle persone anziane e fragili con l’auspicio di una migliore gestione della longevità in termini di sistema lavoro e pensioni.

Letizia Moratti ha sottolineato che gli over 65 sono oltre 13,5 milioni e nel 2060 saranno 1 su 3 i cittadini oltre la soglia dei 65 anni. Parole chiave del suo intervento: accessibilità, sostenibilità, supporto alla disabilità e ai malati cronici, policy adeguate alle grandi sfide demografiche.

Le sfide a cui siamo chiamati sono chiare:

  • Innovazione sociale
  • Possibilità di misurazione dell’impatto sociale
  • Trasparenza
  • Partenariato pubblico-privato o privato-privato
  • Finanza sostenibile

Sfide che sono responsabilità delle istituzioni centrali (che dovrebbero fare un passo avanti progettuale, non più gestendole solo come emergenze) sulla quali grava ancora la domanda: dove comincia il “sanitario” nelle esigenze di una persona? Domanda su cui è ancora più urgente fare luce se si pensa a cronici, casi di fragilità fisica, psicologica ma anche sociale ed economica. Quesito al quale quasi sicuramente si potrà rispondere in tempi brevi solo mettendo a sistema risorse professionali e finanziarie pubbliche e private e concentrando gli sforzi su un approccio orientato a delineare le specificità di ogni possibile situazione. Sfide che riguardano ognuno di noi e che devono riguardare anche le Organizzazioni che si sentono distanti da questo mondo, perché i temi di welfare sono temi di tutti e sono quelli che consentono di individuare che tipo di società vogliamo domani.

Il caregiving come area in cui concentrare gli investimenti

Molto alta l’attenzione sul tema per noi centrale: quello del supporto ai caregiver. In particolare con riferimento al tipo di investimenti che riguardano il sostegno a queste realtà, ben più riconosciute al di fuori dei nostri confini. In particolare si è parlato di investire nelle loro capacità e negli strumenti a disposizione per gestire le situazioni difficili perché legate a patologie complesse ma anche difficili a livello di gestione logistico-organizzativa per coloro che vivono soli e per le famiglie.

E si è parlato di nuove figure professionali e potenziamento di quelle attuali, pronte a confrontarsi con la fragilità, proprio quello che noi in UGO vorremmo fare sempre meglio, per stare vicino alle persone con il giusto equilibrio, con sicurezza e con un sorriso.

Tra temi interessanti, dibattito e sano contraddittorio di questa prima giornata abbiamo voluto fare nostro il commento di Mario Ottiglio (President Europe The Global Coalition on Aging): It’s not all doom and gloom. This is an unprecedented opportunity for the economy and society to evolve”.