Libri per anziani per mantenere attiva la mente

Nell’anzianità si ritrova il tempo per conoscersi e riconoscersi. Coltivare interessi e passioni è il segreto per far sì che questa fase della vita sia fonte di arricchimento interiore.

La narrativa per anziani può aiutare in questo intento e colmare la sensazione di solitudine causati dalla diminuzione di impegni e dalla presenza saltuaria dei propri affetti. La lettura di un buon libro sembra essere in grado di ridurre il senso di vuoto e la noia che spesso colpiscono le persone anziane.

Leggere è un vero toccasana e non esiste un’età per farlo.

Perché agli anziani fa bene leggere?

L’assenza di un’attività lavorativa e uno stato dell’umore basso rendono forte il rischio di un isolamento dell’anziano. La lettura è un impegno attivo e gli anziani ne possono trarre un vero beneficio.

Quali sono le virtù della lettura

  • Stimolare la memoria mantenendo la mente giovane: il libro è in grado di stimolare fortemente l’immaginazione.
  • Generare emozione, i libri agiscono sulla sensibilità a tal punto da guardare la realtà con occhi nuovi. Rileggere può avere risultati sorprendenti: se un libro ha fatto maturare la nostra vita interiore, la sua rilettura potrebbe salvarci dai momenti meno luminosi.
  • Riparare: leggere permettere una rilettura della propria vita ridando un senso ad avvenimenti della propria esistenza.
  • Nutre il lessico verbale e permette di ricordare termini che nella quotidianità sono persi e non usati.

Letture consigliate per anziani

Tra i romanzi per anziani, una piacevole lettura è: Non c’è tempo per essere tristi di Licia Fertz.

‘’Ogni giorno è un dono da vivere pienamente’’.

Ce lo insegna una vivace novantenne nel romanzo autobiografico scritto a quattro mani con il nipote Emanuele grazie al quale è ritornata a vivere. Il libro ripercorre la vita di Licia, dalla nascita ad oggi, toccando anche temi più difficili come la perdita prematura della sua unica figlia.

Nonna Licia è un esempio per tutti e con il suo libro vuole comunicarci che non c’è tempo per essere tristi e che la bellezza della vita è inseparabile dalla sua fragilità.

Una lettura per riflettere sull’essere nonni e sull’importanza di tramandare esperienze di vita vissuta è: Ora dimmi di te: lettera a Matilda di Andrea Camilleri.

”Matilda mia, ho imparato pochissime cose e te le dico’’.

Andrea Camilleri è un nonno che si racconta alla pronipote Matilda con una lettera di rara delicatezza che ripercorre la sua vita con l’intelligenza del cuore; ogni episodio è l’occasione per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta con il coraggio di raccontare gli errori e le sconfitte perché anche questi sono pietre che permettono di attraversare il fiume della vita.

Camilleri anziano non ha rimpianti e si fa portavoce di un messaggio positivo e di fiducia verso l’umanità.

“Credo di non avere nessun rimpianto per il tempo passato, non ho mai detto la frase che è sulla bocca di molte persone di età avanzata, quella che comincia con “Ai miei tempi…”, anzi credo che la vecchiaia mi stia dando un certo ottimismo”.

Narrativa per anziani: altre letture che fanno bene

Un romanzo sulla vecchiaia che affronta il tema con grande ironia è il diario di Hendrik Groen che in Piccoli esperimenti di felicità ci racconta quello che vede, vive e recepisce all’interno della residenza per anziani in cui risiede. 

Hendrik dimostra che anziano non vuol dire ‘’finito’’. Per questo motivo, decide di fondare il “Club dei vecchi, ma mica morti.” perché ci sono da fare ancora piccoli esperimenti di felicità. Tante sono le esperienze che si ritrova a condividere con il suo gruppetto di amici: un work shop di cucina, una partita a golf, un corso thai.

Il diario è costellato da momenti di nostalgia e tenerezza. Pagina dopo pagina si respira un apprezzamento delle piccole cose quotidiane rendendo divertenti anche temi più delicati e profondi. Con estrema cura, il protagonista ci ricorda che quando l’autosufficienza è messa in crisi e gli anziani si trovano in strutture assistenziali non è detto che non possano tornare a sognare.

Anche leggere favole stimola le funzioni cognitive, favorisce il riemergere di sensazioni, episodi di vita, fotografie del passato. Nelle favole troviamo l’infanzia, ma anche insegnamenti di vita.

Anziana che legge al parco

Non sempre gli anziani sono in grado di leggere in autonomia, ma non per questo è un’attività che va messa da parte. Sono molte le soluzioni che si possono adottare per continuare anche da anziani a coltivare la lettura.

Quali sono gli aiuti per conservare questa sana abitudine

Per chi soffre di riduzione della vista, leggere una pagina stampata con caratteri piccoli può risultare faticoso.

Esistono libri stampati con caratteri di grandi dimensioni pensati appositamente per le persone con problemi di vista per consentire una lettura più semplice e piacevole. I libri con caratteri grandi si possono trovare o richiedere in biblioteca e in libreria.

La tecnologia ci viene in aiuto anche con gli audio libri che non solo permettono di non affaticare la vista, ma danno comunque un senso di vicinanza al testo.

Anche ascoltare leggere qualcun altro, un caregiver familiare o un amico è estremamente piacevole oltre ad essere un’attività che favorisce legami di fiducia.

La lettura ad alta voce diventa fonte di conoscenza e di informazioni indispensabili non solo per chi ascolta; in un certo senso, questa attività ricorda la tradizione dei cantastorie.

Leggere agli anziani è un modo per prenderci cura del loro corpo, della loro mente e della loro anima. Come una passeggiata.

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