Cosa vuol dire essere UGO ai tempi del COVID19

Entrare nelle case delle persone, conoscere quello che mangiano, percepire le emozioni sull’uscio della porta e riscoprire il calore genuino dei rapporti umani 

Probabilmente è un esagerazione paragonare il lavoro dei nostri operatori a quello dei tanti medici e infermieri negli ospedali, ma anche noi come loro ci sentiamo “in trincea”. Sono circa 200 gli operatori attivi per il servizio gratuito “#RestaACasa, ci pensiamo noi” di UGO, che in queste settimane si sono avvicendati nel garantire le tante richieste degli utenti. Con impegno, costanza e spirito generoso. Non è semplice entrare nelle case delle persone. Non è semplice per loro accogliere degli sconosciuti, mostrargli le proprie abitudini. Siamo abituati a proteggere, a custodire con gelosia l’intimità della casa, della vita quotidiana e siamo sempre più distanti, rapporti sempre mediati da uno schermo, da un telefono, da pc. 

Attraverso il dolore riscopriamo il calore umano, l’aiuto reciproco

Ma all’improvviso arriva un virus come il COVID19 che ci costringe, attraverso il dolore, a riscoprire la prossimità, la vicinanza, il calore umano, quello dell’aiuto reciproco, della prevenzione e dell’affetto. Conoscere il paniere di spesa di una famiglia, la marca del latte e la tipologia del detersivo, passare dal medico di famiglia o ritirare una bombola di ossigeno fa parte di quella sfera intima e personale che ognuno di noi preserva e considera naturale gestire da sé. E invece sono loro, gli UGO, a fare la fila al supermercato, a scegliere quel prodotto light o senza lattosio, ad accordarsi su un farmaco generico oppure branded. Sono gli UGO a indossare “la loro divisa”: dotarsi di badge di riconoscimento, auto dichiarazione, amuchina sulle mani, mascherina, guanti e sorriso. Per rassicurare i cittadini che hanno trovato tutto e che la settimana successiva saranno ancora lì per loro. Non sono soli. 

Reagire immediatamente per rispondere ai nuovi bisogni della comunità

Mettere in piedi una macchina da guerra che riesce a smistare queste richieste, ascoltare le esigenze e dare risposta a tutti, ha messo alla prova anche il team organizzativo, sull’ebbrezza dello smart working tra figli urlanti, call con partner istituzionali, meeting di condivisione, brainstorming e gestione dei flussi operativi. Con la volontà di mantenere l’equilibrio sonno-veglia e una sorta di quotidianità. In UGO ci sentiamo parte di quella comunità in seconda linea attiva per resistere al COVID19, combatterlo e prevenirlo garantendo alle persone più fragili di restare a casa, per limitare i contagi. Ogni giorno UGO misura il proprio livello di adattamento, come società e come team, rispondendo a un’emergenza che chiede di adattare forma e tutele day by day, ottimizzare i processi, raggiungere nuovi obiettivi. E’ “facile” sentirsi sulla strada giusta ma è piena di sassi, lunga e in salita. 

Il virus ci portato a reagire e come UGO abbiamo voluto fare la nostra parte, a modo nostro, per riportare un po’ di equilibrio nelle famiglie, ridare colore e sapore alle giornate dei tanti anziani a casa, isolati e disorientati. Provate a chiudere gli occhi e immaginare i tanti UGO sparsi per le città a consegnare con il sorriso tante buste della spesa, non vi sembrano tante mani di figli, nipoti, fratelli, amici che uniti formano una catena umana solidale e coesa?

Riscoprire la bellezza degli Eroi comuni, la fiducia nel prossimo

Ci sono persone che non credono a un servizio del genere, semplicemente perché hanno smesso di credere nel genere umano. A loro vogliamo dire che proprio in questi momenti di crisi è bello tornare ad affidarsi agli eroi comuni. Coloro che portano beni necessari per la sussistenza e corrono su strade deserte. Il loro ritorno, è il sorriso dei vecchietti sull’uscio di casa, l’occhio lucido di gioia, le tante emozioni che attraversano il metro di distanza; sono le tante mail di affetto, stima verso i nostri operatori e richieste di non essere abbandonati. Telefonate che iniziano in maniera agitata e finiscono con la calma di chi è certo che le commissioni sono in buone mani. Sono i regali inaspettati come un mazzo di fiori preso dal giardino di casa o il dipinto di uno scultore, braccialetti “home made” con angeli protettori. Sono le tante belle parole che scaldano il cuore e diventano energia da riutilizzare per il team e per gli operatori UGO, che col mantello della dedizione, la mascherina dell’attenzione e i guanti della cortesia, portano a riscoprire la resilienza nelle case di tanti italiani. Di seguito le foto di alcuni doni, da parte dei nostri utenti ai nostri operatori UGO. 

La Campagna #RestaACasa continua