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UGO Informa | Indennità di accompagnamento: ecco quello che c’è da sapere

12.02.19

Dura già da diverse settimane il dibattito che vede i caregivers protagonisti di misure di Governo per agevolare una loro conciliazione nell’assistere familiari malati, fragili o con disabilità. Diverse sono le figure e le categorie coinvolte e molte false informazioni in circolazione. Ecco un breviario di termini utili per essere caregiver tutelati ed emancipati:

Legge 104

La legge 104  è una legge quadro: detta i principi dell’ordinamento in materia di diritti e assistenza della persona con handicap. L’art. 33 della Legge 104 si occupa dei caregiver: al comma 3 è previsto il diritto per il lavoratore dipendente (pubblico o privato) che assista una persona con handicap di usufruire di 3 giorni (anche continuativi) di permesso mensile retribuito come retribuzione standard, coperto da contribuzione continuativa. Solo se si tratta di figlio, i genitori possono entrambi chiedere permesso, altrimenti quest’ultimo spetta solo ad un familiare. Il lavoratore che assiste un parente in base alla legge 104, inoltre, non può essere trasferito altrove senza il suo consenso oppure, quando si sceglie la sede, si può sceglierla più vicina al malato.

Congedo straordinario

Il congedo straordinario disciplinato dalla legge 104 del 92 è rivolto a tutti i lavoratori che hanno un disabile da assistere. La legge (art. 3 comma 3) riconosce la possibilità al lavoratore di potersi assentare dal proprio posto di lavoro per un massimo di 24 mesi, senza perdere il diritto di percepire la retribuzione prevista. Possono richiedere il congedo straordinario tutti i lavoratori che sono assunti con un contratto di lavoro dipendente e più nello specifico:

  • il coniuge convivente o la parte civile convivente o il figlio
  • padre o madre, sia adottivi che affidatari della persona disabile in situazioni di gravità oppure in caso di mancanza decesso presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o anche dall’altra parte dell’Unione civile convivente
  • da un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile
  • da un fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità

Riguardo gli importi, i limiti dell’indennità percepita nel periodo del congedo straordinario pare siano stati aumentati: indennità massima giornaliera di 98,54 €, settimanale di 689,79 €, annua di 36.066 € per una complessiva annua di 47.968 €.

Ape social = Pensione anticipata

L’Ape sociale è un anticipo pensionistico a carico dello Stato che permette di andare prima in pensione ed è un’altra agevolazione che può essere utilizzata dai caregiver in presenza di determinati requisiti.

Può usufruire dell’Ape sociale chi assiste un familiare con disabilità grave (da L.104) e ha compiuto 63 anni. Il grado di parentela dev’essere di primo grado e dal 2018 può trattarsi anche di un familiare convivente entro il secondo grado (ad es. il nipote con il nonno o i fratelli tra loro), però la persona assistita con handicap non deve avere più i genitori, oppure il coniuge deve avere almeno 70 anni o anch’esso malattie invalidanti, oppure dev’essere deceduto.

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500€ al massimo (se la pensione è pari o maggiore di questo importo). Non è prevista la reversibilità, non spettano gli assegni familiari e neppure contribuzioni figurative. Nel caso di una persona con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni, tra quelle interessate dall’Ape sociale, il calcolo dell’importo sarà effettuato pro quota per ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati. Lo scopo è arrivare a 66 anni e 7 mesi; la durata massima dell’anticipo è di 3 anni e 7 mesi. Qualora nel 2019 cambierà l’età della pensione, elevandosi a 67 anni, l’anticipo potrà dunque essere richiesto a partire dal compimento dei 63 anni e 5 mesi.

L’Ape è prevista per artigiani, commercianti e dipendenti che assistono il proprio familiare da almeno 6 mesi e aver maturato 30 anni di contributi oltre alla giusta età anagrafica.  Le donne con figli possono usufruire di uno sconto di un anno per figlio ma al massimo si può arrivare a due.

Come fare domanda?

  • Direttamente online, utilizzando i servizi telematici dell’Istituto, per chi è in possesso del Pin INPS (www.inps.it)
  • Attraverso CAF o patronati
  • Tramite contact center INPS (803.164 da telefono fisso, 06.164164 da cellulare, con Voip e Skype da internet, ma tutto solo per i primi step della pratica).

INPS Home Care Premium

E’ un progetto di assistenza domiciliare  rivolto a dipendenti pubblici e pensionati che svolgono attività di assistenza nei confronti del familiare disabile. Dopo la proroga dell’ultimo bando 2017, a breve sul sito INPS si potrà accedere pre presentare domanda per l’anno 2019 e qualora accolta si potrà usufruire di questo bonus che può arrivare fino a 1050 €.  I posti disponibili sono 30.000 e una volta ottenuto il bonus, esso ha una durata di 18 mesi. Possono richiederlo coloro che assistono casi di disabilità gravissima e di ISEE sociosanitario inferiore agli 8.000 € annui. Viene erogato a titolo di rimborso spese per l’assistenza domiciliare o per le uscite sostenute in favore del familiare disabile.

Giovani caregivers familiari

Con il termine “giovani caregiver” ci si riferisce a bambini e giovani fino ai 25 anni di età che rivestono un ruolo significativo nel prendersi cura di un membro della propria famiglia bisognoso di assistenza, prestando cura in modo continuativo e assumendosi delle responsabilità che normalmente verrebbero associate ad un adulto. Sono più di 390mila i ragazzi “siblings” e si tratta spesso di figli, fratelli, nipoti o – in qualche caso – giovani genitori di persone affette da disabilità fisiche o mentali, da malattie terminali o croniche o da dipendenze.

In Parlamento sono state depositate due proposte di legge per riconoscere il loro ruolo e sostenerlo. Entrambe le proposte mirano a disciplinare precisamente tutti i diritti e le agevolazioni per chi presta assistenza ai familiari. In particolare ci si concentra su incentivi per gli studenti.

Bonus Legge 104

E’ attualmente all’esame del Senato il nuovo Testo Unico in materia di caregivers familiari, categoria estesa che non comprende più solo chi si occupa di disabili ma anche coloro che assistono anziani di età superiore agli 80 anni. Il Parlamento deve valutare i benefici fiscali nonché le detrazioni per i familiari, con aggiunta di questo bonus legge 104 di importo pari a 1.900 €. Erogato dall’INPS ha durata di 1 anno per coloro che arrivano entro il terzo grado di parentela. Tale bonus è previsto per chi è assistente oppure in possesso dello stato di famiglia e anche delle ISEE inferiore a 25.000 € annui.

Due modalità di erogazione:

  • Contributo economico di 1.900€ come rimborso spese per chi assiste un familiare disabile over 80 (entro il 3° grado di parentela) ma solo se senza reddito
  • Detrazione fiscale di 1.900€: reddito ISEE di importo inferiore a 25.000€ annui con una riduzione dell’IPERF pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza, fino ad un massimo di circa 10.000€ l’anno.

Come richiedere il bonus? Il Caregiver deve presentare e poi conservare lo stato di famiglia, che contenga il nominativo dell’assistito unitamente all’ISEE.

Cosa manca per l’assegnazione? Siamo in attesa della circolare INPS che chiarisce i dettagli operativi data dalla conseguente delibera della Commissione Lavoro del Senato della Repubblica sul Testo Unico.

    Indennità di accompagnamento (o assegno di accompagnamento)

    L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata e riconosciuta dall’INPS ai soggetti affetti da forme di invalidità che compromettono lo svolgimento non solo dell’attività lavorativa ma anche delle normali attività quotidiane. A loro viene attribuita una percentuale di riduzione che deve basarsi anche sull’importanza che riveste, nell’attività lavorativa, il danno subito.

    L’accesso all’indennità non è direttamente collegato al riconoscimento dello stato di handicap grave legato alla L. 104 ma si tratta di una misura complementare e che richiede il superamento di una visita di accertamento specifica. È quindi possibile che un caregiver si occupi di un familiare invalido civile con indennità di accompagnamento che però non è considerato con handicap grave ai sensi della Legge 104. In questo modo il caregiver non può godere dei permessi lavorativi perché appunto previsti solo in caso di assistenza a persona con handicap grave.

    Sostegno ai caregiver che non rientrano nella L. 104 non ancora attuato:

    E’ stato istituito un fondo per gli anni dal 2018 al 2021 (20 milioni di euro per il primo anno e poi 25 milioni di euro ciascuno) destinato al sostegno delle persone che assistono – non professionalmente – un familiare non autosufficiente e riconosciuto invalido a causa di malattie, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative oppure sia titolare di indennità di accompagnamento. Può trattarsi del coniuge, del convivente (di fatto) anche di coppie omosessuali, di un familiare fino al secondo grado (terzo grado nel caso di portatori di handicap).

    I suddetti fondi sono destinati, fin dalla loro prima istituzione, ad interventi legislativi “futuri” ma ad oggi ci risultano solo disegni di legge in corso di approvazione. Quindi di fatto il loro utilizzo deve essere ancora dettagliato e messo in atto.

    Riferimenti normativi:

    – Legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017) art.1 commi 254/255/256

    – Legge di Bilancio 2019 (legge 145/2018) art.1 commi 483/484

    Spesso, accanto ad ogni persona che ha un malattia, c’è un caregiver: qualcuno che se ne prende cura e cerca di supportare ogni esigenza fisica e psicologica. Non scordiamoci che anche un caregiver ha una vita e delle necessità, compresa quella di non sentirsi solo e abbandonato ma integrato in uno Stato che riconosce il suo status economico e sociale non come singolo ma inserito in un contesto familiare allargato.  

    Sappiamo che quella proposta è una panoramica non esauriente di tutta una serie di misure adottate in supporto ai caregivers, la promessa è di tenervi aggiornati qualora ci saranno novità in programma.