In Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore

nov 15. 2018

Supporto, compagnia e forza rendono la vita dei malati oncologici più sopportabile ma è importante non abbassare lo sguardo di fronte alla fragilità, comprenderne lo scenario, prevenirlo e abbracciare soluzioni a misura di “famiglia”.

I numeri della malattia*

Se nel 2016 erano 365.800, sono 369 mila i casi di tumore stimati in Italia nel 2017. L’incidenza è maggiore negli uomini (192.000) rispetto che nelle donne (177.000). Certo oggi si scoprono più malattie rispetto al passato poichè ricerca scientifica e un controllo più costante permettono una migliore riconoscibilità ma nonostante questa situazione di miglioramento scientifico e benessere sociale, i numeri della malattia sono triplicati. 

Sono 5 le neoplasie più frequenti nel 2017 nella popolazione italiana:

  1. Colon-retto (53mila nuovi casi)

  2. Seno (51mila, in crescita nelle fasce di età fra i 45-49 anni e nelle over 70)

  3. Polmone (41.800)

  4. Prostata (34.800)

  5. Vescica (27mila)

Con la conferma che il cancro colpisce più al Nord ma al Sud si sopravvive di meno. 

Questi dati non devono scoraggiare poichè il mondo è sempre più pronto a contrastare il tumore. Il dato rassicurante è che oggi rispetto solo al 2010 oltre 3 milioni e trecentomila cittadini (3.304.648) - cioè il 24% in più di persone - vivono dopo la diagnosi e la cura. Stiamo andando nella direzione giusta: la nostra macchina sanitaria sia a livello strutturale che medico ha subito grandi miglioramenti che allungano l'aspettativa di vita. 

Inoltre è interessante sapere che oggi le due neoplasie più frequenti per uomo e donna, rispettivamente prostata e seno, presentano sopravvivenze a 5 anni che superano l’80% dei casi, in linea anche con le medie europee.

*Tutti i dati sono tratti dal Rapporto AIOM http://media.aiom.it/userfiles/files/doc/documenti_scientifici/2017_numeri_del_cancro.pdf

Una bella analisi ...ma poi nel concreto come si vive la malattia?

Nel mondo il tumore non è solo un affare di chi riceve una diagnosi ma interessa comunità intere, istituzioni, l’apparato scientifico, i clinici, le Università, il mondo della religione, il mondo industriale, oltre ad essere un tema centrale per il mondo della cultura e dei media, dello sport, dello spettacolo. Eppure essere affetti da un tumore e doverlo affrontare nella vita quotidiana è ancora oggi un fattore che fa percepire a molti malati e alle loro famiglie un forte senso di isolamento e inadeguatezza. Ciò che motiva noi di UGO in questo percorso è la convinzione che ad essere inadeguato non è mai il paziente che riceve la diagnosi ma spesso il sistema intorno a lui.

Il nostro impegno a fianco dei malati oncologici ci vede nel concreto supportare i pazienti e i loro famigliari nei programmi di cura e sostegno portati avanti da ospedali come IEO e Humanitas nostri partner storici, realtà farmaceutiche come AMGEN e importanti Fondazioni come ANT.

Affiancare i malati sia gratuitamente, grazie a finanziamenti interni, che non, significa assisterli in tutte quelle pratiche extra-domiciliari che li portano ad incontrare ospedali, medici o in maniera più leggera dedicarsi a momenti di svago e relazione altrimenti preclusi.

Aver vinto il bando ANT Sprint4Ideas - UGO è stata riconosciuta la soluzione più innovativa da integrare ai modelli sanitario-assistenziali - è per noi un altro tassello in un viaggio iniziato mesi fa. Vogliamo garantire la serenità a pazienti e caregiver che si confrontano con un male che richiede una lotta costante e decisa, continuità nelle cure e cambiamenti degli stili di vita, oltre ad un atteggiamento eroico e positivo di chi è colpito in prima persona e di chi lotta con lui. Non sono ammesse esitazioni o defiance, affinchè le terapie attecchiscano.

Gratuità delle cure VS aderenza teraputica, il filo sottile che unisce UGO ai malati oncologici

In Italia come nel resto del mondo, si sta riflettendo sull’incapacità del sistema socio-sanitario di far fronte al carico sociale ed economico che si ribatte su un’intera famiglia colpita dal 'male del secolo' con ramificazioni che toccano in maniera allargata genitori, figli e nipoti.

Si è analizzato che negli USA i malati di cancro corrono un rischio 2,6 volte superiore rispetto ad altri cittadini europei di incorrere in “tossicità finanziaria” ossia avere gravi difficoltà finanziarie che arrivano fino alla “bancarotta” a causa dell’inaccessibilità economica alle cure e degli annessi costi che derivano dal prendersi cura dei propri cari: trasporti, alloggi, viaggi, supporti psicologici, materiali o farmaci di sussistenza. Ma l’aspetto più duro da accettare è che la tossicità finanziaria eleva il rischio di morte per circa un quarto dei pazienti che la sviluppano nel corso del ciclo di cure.

Nel nostro paese, dove un sistema sanitario universalistico garantisce le cure a tutti, le paure economiche sono in parte attutite da un’assistenza costante ma i nostri malati sono in perenne contrasto tra gratuità di cure VS loro efficacia, con conseguente livello di progresso e sperimentazione di terapie innovative. E il problema dell’aderenza alle terapie è la linea sottile che ci unisce ai malati oncologici, poichè vedono in UGO un aiuto concreto e discreto che, su loro richiesta, li supporta nel percorso di cura da casa all’ospedale, li ascolta e permette loro di affidarsi e lasciarsi andare a emozioni che non condizionano la vita di figli o genitori.

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