Anziani soli e rischio depressione: cosa fare?

gen 21. 2020

La non emarginazione degli anziani passa da noi

Quello che serve è aiutarli a trovare una nuova interpretazione del tempo. Segui i nostri consigli!  

Loro lo considerano il ciclo naturale della vita, passare le giornate senza capirne veramente il senso, veder scorrere il tempo senza chiedersi più “cosa posso fare oggi per sentirmi vivo”. Troppi anziani vivono in completa solitudine e questa condizione genera sofferenza e depressione. 

Nel tempo l’aspettativa di vita si è continuamente allungata, nell'epoca attuale una persona si può definire "anziana" quando supera i 75 anni; ma senza legarsi a confini numerici, ciò che sancisce davvero lo status sociale tra l’essere e il non essere anziano non è qualcosa di quantificabile piuttosto dipende dal sentire, dal "mood" che si vive in un determinato periodo di vita: c’è un punto fino al quale si sente il tempo che passa e si cerca di goderselo, poi lo si sente finire. 

Il rischio più grande è la malattia della mente prima di quella del corpo: affrontare la solitudine in età anziana può comportare l’assenza di stimoli, desideri e aspettative, per lasciarsi cadere inesorabili verso una condizione depressiva, in cui la mente si annulla e lo sguardo è sempre più perso verso un infinito vuoto, che va ad incidere non solo su se stessi ma nella vita di tutta la famiglia. Il benessere mentale degli anziani passa anche da noi

Troppi anziani vivono in completa solitudine e questa condizione genera sofferenza e depressione. 

Nel tempo l’aspettativa di vita si è continuamente allungata: nell'epoca attuale una persona si può definire "anziana" quando supera i 65 anni; ma ciò che sancisce lo status tra l’essere e il non essere anziano non è qualcosa di quantificabile piuttosto dipende dal "mood" in cui si vive la vita.

Il rischio più grande è la malattia della mente prima di quella del corpo: affrontare la solitudine in età avanzata può comportare l’assenza di stimoli, desideri e aspettative, e quindi il lasciarsi cadere inesorabili verso una condizione depressiva, in cui la mente si annulla e lo sguardo è sempre più perso verso un infinito vuoto, che va ad incidere non solo su se stessi ma sulla vita di tutta la famiglia. 

La solitudine degli anziani autosufficienti: la condizione della vecchiaia è più sociale che fisica 

Perdita del ruolo sociale, emarginazione, solitudine, sono questi i fattori che gravano sulla vita degli anziani ancora autosufficienti come e più di una malattia. In Inghilterra per affrontare questa emergenza è stato addirittura istituito il Ministero della solitudine. 

Se consideriamo i dati Istat scopriamo che il 30% degli anziani che vivono da soli soffrono di negazione degli stimoli e della mancanza del coinvolgimento sociale. Quello che possiamo fare come società è riuscire ad interpretare lo scorrere del tempo secondo un approccio positivo, quello della longevità.

UGO persegue questo obiettivo mettendo a disposizione la sua rete di caregiver professionali per offrire un servizio di compagnia di qualità alle persone anziane che vivono da sole in casa hanno voglia di parlare con qualcuno e amici o parenti sono impegnati e non possono dedicargli del tempo per ascoltarli come necessitano. Con i nostri operatori è possibile trascorre del tempo non solo uscendo ma anche chiacchierando al telefono o in video chiamata.

Come aiutare gli anziani soli 

Ecco una serie di consigli e iniziative su come aiutare i propri cari anziani e rompere l’isolamento della quotidianità:

  • Guardati attorno, fai visita al tuo caro, aiutalo se ha bisogno di cambiare la lampadina o andare a far la spesa, spiegagli come funzionano le videochiamate su whatsapp. Piccoli gesti di vicinanza possono rompere l’isolamento della quotidianità e rendere la vita migliore e più sicura.

  • Impara ad ascoltare. vicino a te ci sono anziani che hanno vissuto una vita degna dei migliori best-seller, se hai pazienza e spirito di narrazione cimentati nella scrittura e diventa l'autore delle loro storie di vita. Riattivare i legami, valorizzare e tramandare la memoria storica del luogo è un buon modo per creare ponti tra le generazioni e trarre spunto per vivere meglio, se ne parla in questa bella iniziativa:

  • Promuovi le attività ricreative, regala dei corsi per svolgere attività sportive o altri passatempi per anziani soli: pittura, disegno, gite di gruppo con la parrocchia o con qualche amico, iscrivi il tuo familiare anziano a circoli ricreativi, associazioni o Università della terza età. Non fargli mai sentire che per lui il tempo si è fermato, fagli capire che è solo cambiato il ritmo. 

  • Portalo fuori e regalagli ore in compagnia per svolgere attività quotidiane, per accompagnarlo in giro, dal dottore o al supermercato. 

Se non sempre hai il tempo giusto da dedicare al tuo caro, affidati a UGO, il più importante servizio di caregiving professionale in Italia: i nostri operatori (forti di una formazione di decine di ore con medici e psicologi) possono aiutarti in moltissime attività per supportare il tuo caro: dall’accompagnarlo ad una serie di visite mediche, fino ad portarlo a fare una passeggiata all’aperto, i nostri caregiver ti offrono un servizio a 360°, offrendo sempre la loro compagnia e amicizia. Puoi fidarti della nostra serietà: collaboriamo con le più grandi strutture sanitarie e ospedali italiani.

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