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L'INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO PER GLI ANZIANI

Che cos’è l’indennità di accompagnamento

L’assegno di accompagnamento

I soggetti che hanno raggiunto l’età pensionabile e a cui è stata riconosciuta una grave invalidità possono fare richiesta per ricevere l’assegno di accompagnamento. Quest’ultimo consiste in un sostegno economico erogato dall’INPS a favore di coloro che necessitano di assistenza nel compimento delle attività quotidiane. Per le persone anziane, ossia coloro che hanno già raggiunto la soglia dell’età pensionabile, la valutazione dell’invalidità avviene in maniera differente rispetto a coloro che ancora lavorano; in entrambi i casi precedentemente riportati, è necessario che il singolo soggetto sia impossibilitato a camminare o a compiere in autonomia attività di vita quotidiana.

I requisiti per l’assegno di accompagnamento per anziani

Ma l’assegno di accompagnamento per anziani spetta a tutte le persone anziane indistintamente? La risposta è no. Gli aventi diritto all’indennità di accompagnamento per anzianità sono:

  •      Soggetti invalidi totalmente e in modo permanente;
  •      Individui impossibilitati a camminare in maniera autonoma o a svolgere attività quotidiane in autonomia;
  •      Persone aventi la cittadinanza italiana o europea, o di un Paese extraeuropeo se l’interessato ha ottenuto un permesso di soggiorno per soggiornare per il lungo periodo;

Ma è bene precisare cosa si intende per attività quotidiane: “Per atti quotidiani della vita sono da intendersi il complesso di tali funzioni quotidiane della vita individualizzabili in alcuni atti interdipendenti o complementari nel quadro esistenziale d’ogni giorno: vestizione, nutrizione, igiene personale, espletamento dei bisogni fisiologici, effettuazione degli acquisti e compere, preparazione dei cibi, spostamento nell’ambiente domestico o per il raggiungimento del luogo di lavoro, capacità di accudire alle faccende domestiche, conoscenza del valore del denaro, orientamento tempo-spaziale, possibilità di attuare condizioni di autosoccorso e di chiedere soccorso, lettura, messa in funzione della radio e della televisione, guida dell’automobile per necessità quotidiane legate a funzioni vitali, ecc”. (Circolare del Ministero del Tesoro 14/1992).

Come fare la domanda di accompagnamento per anziani?

Per coloro che hanno già raggiunto l’età del pensionamento, esiste la possibilità di usufruire di una nuova procedura semplificata della domanda di accompagnamento per anziani. La novità di tale procedura consiste nel comunicare anticipatamente i dati amministrativi per la concessione dell’accompagnamento, anticipando in tal modo l’invio all’INPS del modello AP70 senza dover attendere l’emissione del verbale. Tuttavia, per poter esercitare il diritto all’indennità risulta comunque necessario attendere l’esito dei nuovi accertamenti sanitari.

Il modello AP70 deve essere inviato entro i 30 giorni dal ricevimento dello stesso; tuttavia, tale scadenza non è tassativa, infatti il modello può essere inviato all’INPS entro 10 anni a partire dal mese successivo a quello in cui è stata inviata la domanda. È bene sottolineare, che i termini di pagamento della prestazione di invalidità decorrono a partire dal mese successivo a quello in cui è stato inviata la suddetta domanda.

Per l’invio del modulo è possibile anche procedere con la compilazione del modello telematico disponibile sul sito dell’INPS; per il suo rilascio verranno richiesti dei dati obbligatori comprensivi dei dati anagrafici, i recapiti, gli eventuali dati del coniuge, del rappresentante legale e la sezione relativa all’accertamento richiesto.

I dati, una volta inseriti, transiteranno in maniera del tutto automatica nella fase relativa alla concessione dell’indennità, in seguito alla definizione del verbale sanitario che riconosce il diritto all’accompagnamento degli anziani.

Diritti all’accompagnamento per i ricoverati

Dal momento che i soggetti ricoverati non hanno diritto a percepire l’assegno di accompagnamento, per poter procedere alla sua liquidazione deve risultare la dimissione dell’interessato. Si ricorda infatti che per ricevere l’assegno di accompagnamento è necessario non risultare ricoverati in una struttura sanitaria con retta a carico dello Stato, né in un reparto di riabilitazione o di lungodegenza; in tal caso i trattamenti verranno ridotti in proporzione alla durata del ricovero.

Siccome l’INPS deve essere informata di tali ricoveri, essa deve percepire un’apposita dichiarazione, chiamata ICRIC, entro il 31 di marzo (tale dichiarazione deve essere presentata ogni anno). Il day hospital non è considerato un ricovero, pertanto esso non incide sulla spettanza o meno dell’indennità di accompagnamento stessa.

Assegno sociale

I destinatari di tale aiuto economico sono le persone anziane eventi più di 67 anni di età. Esso viene corrisposto dall’INPS su richiesta del cittadino e quindi previa domanda rilasciata per via telematica. Questa particolare forma di sostegno per le persone anziane viene rilasciata in maniera provvisoria, nel senso che l’INPS si occupa annualmente di controllare che i cittadini che ricevono l’assegno continuino a possedere i requisiti di accesso a tale somma di denaro.

È importante sottolineare che l’assegno sociale consiste in una “prestazione economica, erogata a domanda, dedicata ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge”(inps.it).

Chi sono i destinatari dell’assegno sociale? Esso è destinato “ai cittadini italiani, agli stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza e ai cittadini extracomunitari/rifugiati/titolari di protezione sussidiaria con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. I beneficiari devono percepire un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla legge” (inps.it).

L’ammontare di questo assegno è pari a €458,00 per 13 mensilità. Per il 2019 il limite di reddito è pari a 5.954,00 euro annui e 11.908,00 euro se il soggetto è coniugato. Infatti, il fatto che il soggetto destinatario dell’assegno sia coniugato o meno incide sulla sua ricezione: se il ricevente non possiede coniugi allora avrà diritto all’assegno in misura intera, se invece risulta essere coniugato ha diritto all’assegno in misura ridotta.

L’assegno sociale viene sospeso nel caso in cui il titolare soggiorni all’estero per più di 30 giorni e, a seguito di un anno di sospensione viene automaticamente revocato.

Per l’attribuzione dell’assegno sociale non vengono computati:

  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi (link alla pagina di indennità di accompagnamento generale) civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918;
  • gli arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.
Supporto fisico e psicologico per la persona fragile assistita
Aiuto in attività quotidiane semplice o complesse

Come ottenere l’indennità di accompagnamento – Passaggi da seguire per non sbagliare

L’ente preposto all’erogazione dell’indennità di accompagnamento è l’INPS, che ne conferma l’ammissibilità sulla base della documentazione ricevuta. Vediamo quindi tutti i passaggi per ottenere la documentazione e l’indennità di accompagnamento per anziani e disabili.

Richiedere il riconoscimento di invalidità.

Prendere appuntamento con il proprio medico di famiglia Al proprio medico è necessario richiedere che venga rilasciato il Certificato Medico Introduttivo. In questo modo si sta richiedendo che avvenga l’Accertamento Sanitario, necessario per riconoscere l’invalidità del richiedente. All’interno del documento il Medico deve indicare i dati anagrafici della persona, la natura della patologia per cui si richiede il riconoscimento dell’invalidità e la prognosi. Alcune informazioni da inserire nel certificato sono ad esempio:

  • Impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore;
  • Impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza;
  • Soggetto affetto da patologia in situazione di gravità;
  • Soggetto affetto da patologia di competenza Anffas (disabilità intellettiva o relazionale);
  • Soggetto affetto da malattia neoplastica (tumore); 

Documenti da avere con sé:

  1. Documento di identità del richiedente
  2. Codice fiscale del richiedente
  3. Tessera sanitaria del richiedente

Richiedere l’indennità di accompagnamento.

Inviare il Certificato Medico Introduttivo all’INPS e generazione delcodice identificativo della richiesta. Il certificato viene redatto in formato digitale. É compito del medico di famiglia inoltrarlo telematicamente all’INPS tramite l’apposita funzione che si trova sul sito internet dell’ente. Al momento dell’invio, viene rilasciata una ricevuta con un codice identificativo che certifica l’avviamento della procedura. Questa ricevuta viene consegnata dal medico al paziente che richiede l’indennità di accompagnamento, insieme al certificato introduttivo originale.

Fare la visita medica per il riconoscimento dell’invalidità Il Certificato Medico Introduttivo ha una validità di 30 giorni. Il malato viene contattato dall’INPS per la visita medica che attesti l’invalidità della persona. La visita può essere effettuata presso l’ASL oppure a domicilio. In questo caso è importante ricordarsi di segnalarlo all’interno del Certificato Medico Introduttivo. Al termine della visita medica, il medico rilascia ilcertificato di invalidità. Documenti da avere con sé: 

  1. Certificato inviato all’INPS firmato dal medico di base abilitato
  2. Ricevuta di invio – Contenente il codice identificativo della richiesta
  3. Documento di identità del richiedente
  4. Codice fiscale del richiedente
  5. Tessera sanitaria del richiedente
  6. Originale e copia della documentazione sanitaria a supporto delle patologie indicate dal medico di base nel certificato inviato all’INPS

Richiedere l’erogazione dell’indennità di accompagnamento.

Presentazione della domanda per ottenimento dell’indennità di accompagnamento È possibile presentare la domanda – inoltrando il certificato di invalidità – in due modalità.

Attraverso il sito web: Per poter utilizzare questo canale è necessario essere in possesso del PIN rilasciato dall’INPS. Se non lo si dispone, si può fare richiesta cliccando qui o chiamando il numero 803164. Con il codice PIN a disposizione è sufficiente:

  1. Accedere al sito: inps.it
  2. Cliccare nella sezione “Tutti i servizi”
  3. Ricercare la sezione: “Invalidità civile – Invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari”
  4. Compilare la domanda e procedere con l’invio

Attraverso enti di patronato o tramite associazioni di categoria per disabili, come ANMIC, ENS, UIC, ANFASS: in questo caso è necessario recarsi presso la struttura più vicina, consegnare il certificato e compilare la domanda con l’ausilio del personale preposto.

Ricezione del verbale di invalidità civile da parte dell’INPS Dopo aver visionato la documentazione, l’INPS invia tramite PEC – se fornita in fase di compilazione della domanda – o tramite raccomandata A/R il verbale di invalidità civile.

Presentazione del modulo AP70 Come per la precedente domanda, è possibile accedere alla richiesta via sito web o tramite gli enti di patronato. Il modulo da compilare e inviare è il seguente: “Invalidità civile – Invio dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, scaricabile sempre dal sito dell’INPS: www.inps.it

Ricezione dell’indennizzo di accompagnamento

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE SULL’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO

Indennità di accompagnamento e compatibilità con pensione di invalidità o con l’attività lavorativa

L’indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità sono compatibili e cumulabili. Non solo: l’indennità di accompagnamento risulta compatibile anche con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con la titolarità di una patente speciale.

Indennità di accompagnamento: incompatibilità

L’indennità di accompagnamento non spetta a coloro che:

  • sono ricoverati gratuitamente in istituto di cura per un periodo superiore a 30 giorni;
  • percepiscono un’analoga indennità per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio.
Rinnovo annuale dell’indennità di accompagnamento

Una volta ottenuta l’indennità, gli interessati dovranno produrre annualmente – entro il 31 marzo di ciascun anno – una dichiarazione di responsabilità (ICRIC) attestante la permanenza dell’invalidità totale

Cosa fare in caso non venga riconosciuta l’indennità di accompagnamento

In caso il richiedente riceva il verbale di non riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o non ne venga riconosciuta l’indennità, è possibile presentare ricorso. A tal fine il richiedente deve prima sottoporsi a un accertamento tecnico preventivo, cioè a una verifica preventiva delle condizioni sanitarie a sostegno della propria richiesta. In sua mancanza, il ricorso non può proseguire. L’accertamento preventivo è effettuato, a spese del richiedente, da un consulente tecnico nominato dal giudice, in presenza di un medico legale dell’Inps: al termine è poi redatta una relazione tecnica, che è trasmessa all’Inps e al richiedente. La relazione può essere contestata entro 30 giorni: in mancanza di opposizione, viene omologata dal Giudice con decreto inappellabile. Chi contesta la relazione deve presentare, entro 30 giorni dall’opposizione, il ricorso introduttivo del giudizio, specificandone i motivi: da quel momento inizia il giudizio vero e proprio, che si conclude con una sentenza inappellabile.